FINGER GIN BLUE YInMn o blu d’Albenga

Bello svegliarsi anche oggi, #anchesenza sapere se il blu piace a tutti.

Perchè oggi parlo di YInMn? Perchè questa sigla che sembra una parola orientale, in realtà dovrebbe diventare un colore e come ogni colore che si rispetti, dovrà essere riconosciuto con un nome universale. Ora si apre un panorama… 🔜🤓, un concorso, una opprtunità, quindi siccome Albenga è nota per le sue capacità creative, vorrebbe candidarsi a dare una paternità, è già successo ad un francobollo perchè non ad un colore… 😜. Da qui: potrebbe prender vita, per esempio Blu d’Albenga. Caro amico Stefano Pezzini, come tu hai ben detto, “unire le forze ci rende più grandi”, quindi ad ognuno il suo e il mio sta nell’emozionare degustando, con il palato e con gli occhi, quindi provo a dare il mio piccolissimo contributo. Grazie per avermi coinvolta.

Il nome per il momento è dato dai suoi componenti, ittrio, indio, manganese, la prima volta fu notato nel 2009. Per produrlo non vengono utilizzate sostanze chimiche tossiche, con grande vantaggio per l’ambiente e per l’uomo. Inoltre dura nel tempo ed è economico. Ha una capacità di riflettere la luce sorprendente quasi ipnotica. Perché se ne parla ora quindi? Perché gli studi stanno portando ad impieghi nuovi che influenzeranno molto l’ambiente, argomento di grande attualità. Sarà di conforto all’elettronica, all’edilizia, al bio. Attendiamo sviluppi alimentari alternativi e innovativi.

Potremo irradiarci con la sua luce anche dall’interno? Beh i metalli liquidi sono già il futuro come nel film Terminator e da bere si comprano già, ovviamente non quelli tossici, da questi dobbiamo depurarci. 😊

Per ora beviamoci su.

YInMn
Finger Gin Tonic Blu d’Albenga YInMn
Finger Gin Tonic Blu d’Albenga YInMn
Finger Gin Tonic Blu d’Albenga YInMn Ispirazione Piatto Blu
Piatto Blu

CURIOSITÁ:

Il GIN utilizzato è di Federico Cremasco FRED JERBIS, l’ho scelto per le tante affinità con alcune aromatiche che imperano sul nostro territorio, queste sono quelle usate da Lui per crearlo. Il ginepro, angelica, limone, arancia, mandarino, timo, lavanda, menta, anice, finocchio, pino mugo, melissa, iris, imperatoria, santoreggia, salvia sclarea, assenzio romano, achillea, liquirizia, zafferano, fiori d’arancio, issopo, maggiorana, calamo aromatico. Per noi liguri, alcune di queste sono autoctone. La tonica è di Cortese adatta ai drink con sfumatura botanica. La parte di agrume e colore deriva dal Blue Curacao e… YInMn.  Il fiore edulo è di RZero Group, il gambo regala la spinta piccante, che personalmente adoro nel Gin Tonic. L’oro alimentare vuole riportare ai decori del Piatto Blu di Albenga. Il gioco delle consistenze è dato da un’alga (vegani), mi piace l’idea simpatica di magiare un Gin Tonic anziché berlo.

Ci vediamo domani.

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